Ivo Saglietti

Una Ricerca Paziente

Workshop a cura di Ivo Saglietti

www.ivosaglietti.com

Presentazione del workshop

Spazivisivi 2018 fornirà l’occasione unica di lavorare fianco a fianco con IVO SAGLIETTI, uno dei più grandi nomi del fotogiornalismo italiano.
Il workshop “Una ricerca paziente”, riservato solo ad uno stretto numero di partecipanti, andrà a focalizzarsi sullo sviluppo di un reportage fotografico condotto in accordo con il suo modo di approcciare il mondo.

Tre incontri divisi su tre giornate; la prima vedrà un approfondimento teorico, la seconda sarà una giornata interamente dedicata allo scatto, affiancati dal docente, attraverso i più caratteristici quartieri della Città dei Fiori e infine la  giornata conclusiva dedicata alla revisione e all’editing dei lavori prodotti.

Programma del workshop

1° Giornata Forte Santa Tecla h.19.30-23.00

Conoscenza allievi,  approfondimento e discussione sulle modalità di lavoro del docente attraverso la visione di sue fotografie.

2° Giornata h.8.00-19.00

La seconda giornata sarà interamente dedicata alle riprese fotografiche in esterno, con una pausa pranzo di breve durata verso le h.13.00.

3° Giornata Forte Santa Tecla h.9.00-18.00

La terza giornata vedrà  la revisione dei lavori svolti,  discussione critica e editing.

Location: Forte di Santa Tecla Sanremo.

Date: 26/27/28 Ottobre 2018.

Attrezzatura: Fotocamera e possibilmente notebook.

Partecipanti: i posti sono limitati ad un max di 12 persone.

Quota d’iscrizione: 180€ (centottanta) comprensiva della quota  associativa. Tale cifra non include le spese di viaggio e di vitto/alloggio.

Modalità di pagamento iscrizione a fondo pagina.

Docente: 

Ivo Saglietti

 

Con circa 40 anni di carriera ancora in corso, Ivo Saglietti è uno dei più grandi autori italiani di fotoreportage. Ad attrarlo da sempre sono le vittime delle guerre, dell’oppressione, della povertà, dello sfruttamento, delle malattie. E le loro vite precarie quasi sempre al limite, di cui coglie la componente epica, il drammatico svolgersi e perdersi nel tempo, il più delle volte senza alcuna illusione di un lieto fine. Difficilmente perciò risolve i suoi progetti in pochi mesi.

Gli piace farli durare anni, approfondirli, dargli una connotazione storica e astorica nello stesso tempo. Dei drammi del mondo spesso racconta il lato umano, quello più intimo, più quotidiano, meno eclatante. Lo fa mostrandoci la realtà così com’è: senza distrazioni, senza mediazioni, senza consolazioni. Nessuna finzione iconografica o orpello estetico: la sua è fotografia diretta, sobria, di forte impatto visivo e di rara potenza emotiva.

Che cosa cerca in una foto lo spiega lui stesso: “L’Uomo e il suo destino. E la complessità del momento, che poi non sempre si trova”. Nel corso della sua vita professionale è stato spesso a contatto con situazioni estreme – in Africa Centrale, in Medio Oriente, nei Balcani, in America Latina. Ma a segnarlo di più è stato il suo lavoro ad Haiti. “Il caldo – spiega – feroce e quotidiano, il fatalismo, quella miseria senza speranza”. Come per altri fotoreporter, a un certo punto la morte ha bussato alla sua porta.

“Io e i miei colleghi – racconta – abbiamo rischiato spesso e molto, soprattutto in Centro America. È lì che ho perso amici e sono stato ferito”. Ma la paura più grande, quella che una volta passata ti fa vomitare, l’ha provata durante la guerra in Kosovo. “Erano appena stati uccisi Gabriel Gruner, un fotografo di Stern, e il suo autista, da un mercenario Russo “prestato” ai Serbi di Milosevic. Giorni dopo fummo fermati in macchina proprio a un checkpoint Serbo. E il nostro autista aveva nel bagagliaio della macchina manifesti dell’UCK. Ci andò bene, però, sì, ho provato il senso della mia fine … la sensazione che la nostra vita finiva lì, in un fosso vicino a Peja”.

È tra i pochissimi fotografi del nostro paese ad avere vinto per ben tre volte un premio al World Press Photo. Ma come spesso accade per le menti migliori del nostro paese il successo ha dovuto andare a cercarselo all’estero, sui giornali tedeschi e francesi. Ha trovato la pace nell’anima dal punto di vista professionale aggregandosi alla Zeitenspiegel, un’agenzia tedesca nata 30 anni fa dalla visione del fotografo Uli Rheihardt.

*Metodi di pagamento

Il pagamento di  180.00 € (centottanta) potrà essere effettuato tramite Paypal:




oppure tramite bonifico bancario:IBAN: IT86 V033 5901 6001 0000 0160 180INTESTATO: ASSOCIAZIONE CULTURALE SPAZIVISIVICAUSALE: WORKSHOP IVO SAGLIETTI

Per tutte le info: info@spazivisivi.it

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